Psicologia Transculturale
Cosa si intende con il termine ‘transculturale’?
La psicologia transculturale si inserisce nell’area delle scienze transculturali, fornendo una prospettiva transdisciplinare sull’esperienza di vita, sulla formazione dell’identità, sul benessere e sulle forme di manifestazione e vissuto della sofferenza umana. Un processo transculturale corrisponde ad una dinamica che numerosi professionisti della salute mentale definiscono necessaria alla mente contemporanea, per poter fare fronte ai nuovi stimoli ed alle offerte culturali proprie di una società interessata dai fenomeni connessi alla globalizzazione ed alla diffusione delle nuove tecnologie. Lo sviluppo di una competenza transculturale consente agli individui di attraversare le culture nel tempo e nello spazio, nella consapevolezza che il proprio sguardo è radicato all’interno del proprio background esperienziale, plasmato dalla cultura di appartenenza.
L’approccio transculturale pone l’accento sull’individuo come dotato di un Io culturale (Rosalba Terranova-Cecchini, 1991), da una mente avviata dalla cultura di appartenenza, attraverso le norme tramandate dalla famiglia e dalla comunità, ad un sano dare senso agli eventi, basato su coordinate efficaci nel consentirgli di orientarsi ed agire nel proprio contesto.
La comunicazione interculturale è un ottimo esempio di come gli strumenti ed i modi di interpretare la realtà che spesso diamo per scontati emergano come unici solo a fronte di un contatto con l’altro che può evidenziarne l’efficacia o il fallimento, risultando in situazioni di imbarazzo, a volte di conflitto.
Perché un approccio clinico ‘transculturale’?
Si tratta di un modello integrato di straordinaria attualità che si rivela di grande efficacia nell’affrontare la complessità crescente delle esperienze di crisi e di sofferenza degli individui contemporanei. In particolare, l’approccio transculturale favorisce l’empowerment, quel processo che consente all’individuo di acquisire consapevolezza delle proprie dinamiche, di poter e sviluppare abilità che accrescano il senso di controllo sulla propria esistenza senza prevaricare sugli altri, favorendo la costruzione di un ponte di comunicazione tra le incongruenze culturali e facilitando l’atto della cura.
A chi si rivolge?
Ogni individuo possiede un’identità plasmata da informazioni culturali, trasmesse attraverso l’immersione nell’ambiente di vita, così come nei contesti educativi istituzionali. Ciascuno è inoltre soggetto di trasformazione della cultura da cui proviene, attraverso le scelte, le selezioni che giorno dopo giorno compie nell’interazione con il contesto che muta.
L’approccio transculturale si rivolge a ciascun soggetto, individuale o collettivo, famiglia, istituzione con l’obiettivo di fornire un’attenzione articolata e completa alle problematiche ed alle domande di cura. Si tratta di un metodo che valorizza e aiuta il soggetto a ricostruire il flusso di continuità tra le radici e le prospettive di progettualità, guardando alla cultura come fonte di possibile nutrimento così come di paralizzante soffocamento.
Nelle famiglie di oggi continua a manifestarsi il conflitto connesso al senso di soppressione o di possibile tradimento culturale (di aspettative e desideri) tra genitori e figli proiettati nella contemporaneità. I linguaggi mutano e la rapidità con cui ciò avviene è in aumento. Il senso di appartenenza conserva le sue caratteristiche emotive, identitarie e motivazionali, di linfa e rassicurazione per individui e famiglie. Tuttavia, nuove domande si pongono di fronte a fenomeni come i flussi migratori, il meticciato, le coppie miste ed i fenomeni di relocation (trasferimento), i figli di prima o seconda generazione.
Ciascuno di noi è soggetto di attraversamento di culture nel momento in cui si pone di fronte ad una scelta di conservazione o cambiamento; l’approccio transculturale aiuta il soggetto nel processo di riconciliazione con le proprie origini di fronte all’evenienza di scelte divergenti o innovative.
Il processo di Adjustment
Si tratta di una funzione psichica connessa con l’attivazione di un processo transculturale tra la cultura di appartenenza e la nuova cultura. Tale funzione è innescata dal cambiamento: nuova città, nuovo posto di lavoro, nuovo Paese, nuova scuola, … L’adjustment (adattamento) è particolarmente sollecitato nelle situazioni di immigrazione o trasferimento, così come nei cittadini delle società contemporanee in cui si elaborano rapidamente nuove prospettive di comportamento.
A volte il nuovo irrompe ‘come un uragano’ nelle strutture dell’Io culturale. Ciò può innescare una reazione psichica che segnala l’impossibilità di accettare modi di essere culturalmente differenti rispetto ai propri. In tali situazioni si può manifestare malessere psichico, legato ad un senso di disorientamento, sradicamento ed incapacità nel far fonte alla quotidianità.
Prevenzione, cura e sviluppo della sensibilità interculturale
L’approccio transculturale favorisce nel soggetto la presa di coscienza del proprio atteggiamento di fronte all’esperienza della diversità. La sensibilità interculturale, secondo gli studi di Milton Bennett, può svilupparsi ed affinarsi verso stadi etnorelativi, vale a dire concezioni per cui la propria cultura è percepita come uno dei modi possibili di organizzare l’esperienza umana.
Tale processo può subire arresti e fluttuazioni che un approccio transculturale può mettere in luce, fornendo all’individuo strumenti efficaci di coping, nuove prospettive di problem-solving volte alla gestione creativa del conflitto. Tale lavoro risulta un fattore protettivo di grande importanza a fronte di situazioni relazionali e di cambiamento che possono portare l’individuo a sviluppare una sintomatologia ansiosa o depressiva, nonché all’esacerbazione o re-innesco di quadri psicopatologici pregressi.
Approccio transculturale ed esperienza di sofferenza
La psicoterapia transculturale, in un continuo scambio generativo con scienze sociali, antropologiche e neuroscienze, dà molta importanza all’esplorazione del vissuto di disagio o patologia che il soggetto esperisce. Un esempio di pratica clinica nel quadro di tale orientamento è il seguente elenco di domande, elaborato da Arthur Kleinman:
1. Come definisce il suo problema?
2. Cosa pensa lo abbia causato?
3. Perché pensa sia iniziato in quel determinato momento?
4. Quali sono gli effetti che produce?
5. Quanto lo giudica grave?
6. Che cosa teme maggiormente rispetto al problema?
7. Quali sono le difficoltà maggiori che le ha provocato?
8. Quale tipo di cura pensa dovrebbe ricevere?
Nuove sfide poste dalla globalizzazione nell’ambito della pratica clinica
- Incremento di utenti con background culturale o appartenenza etnica differente da quella del terapeuta
- Maggiore presenza di professionisti della salute mentale con background culturale o appartenenza etnica differente dagli utenti
- In Paesi altamente industrializzati, incremento dei flussi migratori e delle manifestazioni di disagio psichico connesse al processo di adjustment
- In Paesi in rapido sviluppo, maggiore incidenza di sofferenza psicologica associata con i mutamenti sociali ed economici
- Il D.A. (Disturbo dell’adattamento) rappresenta un fattore di rischio rilevante anche tra popolazioni provenienti da zone con alto sviluppo di industrializzazione e con alto profilo socio-economico
Per saperne di più: alcuni scritti di riferimento
- Bennett, Milton J. Towards ethnorelativism: A developmental model of intercultural sensitivity. In R. M. Paige (Ed.), Education for the intercultural experience (2nd ed., pp. 21–71). Yarmouth, ME: Intercultural Press, 1993
- Csordas T. J., Incorporazione e fenomenologia culturale. In Antropologia, 3, pp. 19-41, 2003
- Inghilleri P. (a cura di), Psicologia culturale, Raffaello Cortina. Milano, 2009
- Inghilleri P.,Terranova-Cecchini R., Avanzamenti in psicologia transculturale, Franco Angeli, Milano, 1991
- Kirmayer L. J. Psychotherapy and the cultural concept of the person. Transcult Psychiatry, 44(2), 232-257, 2007
- Kleinman A., Rethinking psychiatry : from cultural category to personal experience. Free Press, 1991
- Leff J., Psichiatria e culture. Una prospettiva transculturale, Sonda, 2008
- Terranova-Cecchini R., Tognetti Bordogna M., Migrare, 1992
- Terranova R., Servida A., Psicoterapia Transculturale: Glossario dei termini in uso, Fondazione Cecchini-Pace, 2009
- Tseng W., Manuale di Psichiatria Culturale, Cic, Roma, 2003
